Tricase interviene sulla Maria Boccardi
27 febbraio, 2014    11:03:54     in   Amministrazione e Associazioni

Il sindaco Francesco Tricase interviene sulla vicenda della chiusura della Casa di Riposo “Maria Boccardi”

Con riferimento alla questione della chiusura della Casa di Riposo “Maria Boccardi” la prima cosa che mi preme sottolineare è che l’impegno morale e testamentario che la città ha con il commendatore Saverio De Bellis da oltre un secolo, cioè quello di garantire l’assistenza ad anziani indigenti, da parte di quest’Amministrazione Comunale mai è venuto meno e mai verrà meno in futuro.

Dei diciotto ospiti, che sono stati accolti in altri strutture, a ben undici, che sono indigenti o senza familiari, il Comune continuerà a provvedere al loro sostentamento. Ritengo quindi, che la cosa più importante sia, che l’Amministrazione Comunale continui a svolgere questo servizio, e non il luogo dove questo viene svolto.

I diciotto ospiti, in questi giorni sono stati accolti in altre due strutture, sette sono stati trasferiti alla Casa di Riposo “Don Giovanni Silvestri” di Castellana e gli altri undici presso la casa riposo “Regina Pacis” di Monopoli. Il tutto si è svolto con il sostegno dell’Amministrazione Comunale attraverso la professionalità dei nostri assistenti sociali, con l’accompagnamento dei familiari e in gruppi condivisi.

Inoltre per quanto concerne gli operatori della casa di riposo, questa Amministrazione si è adoperata, di concerto con i sindacati e i legali rappresentanti delle cooperative “Il Salvatore” e “Occupazione e Solidarietà” a sottoscrivere un comune impegno che potrà garantire i loro livelli occupazionali. 

I problemi della casa di riposo vanno avanti da quando la Regione Puglia ha licenziato la legge  regionale n. 19 del 2006, con la quale regolamentava le case di riposo per anziani, che di fatto sanciva l’inidoneità dell’immobile di via Putignano a svolgere quella funzione.

Negli anni seguenti si è riusciti a svolgere comunque l’attività grazie ad un’autorizzazione provvisoria, prorogata più volte, che ci ha permesso di garantire il servizio, almeno fino all’agosto scorso quando c’è stata l’ormai nota visita dei Nas. Il provvedimento dei Nas, unito alle prescrizioni dell’ASL, inviato alla Regione Puglia ha di fatto messo in atto la procedura per la definitiva chiusura. È vero che agli atti c’era un progetto, con un ipotetico finanziamento, ma serviva solamente a dare sostanza e validità all’autorizzazione provvisoria.

Quando la Regione Puglia con due differenti note imperative, una inviataci a novembre e un’altra a gennaio, ci chiedeva o il rilascio dell’autorizzazione definitiva o la chiusura della struttura, l’Aamministrazione Comunale non ha potuto fare più nulla. Primo, l’autorizzazione non si è potuta rilasciare perché l’immobile non è adatto e non è confacente a svolgere quell’attività sempre per quanto previsto dalla legge regionale del 2006. Secondo, non è stato possibile effettuare i lavori di adeguamento, perché la struttura essendo d’interesse storico ha bisogno di appositi pareri della Soprintendenza e di conseguenza i lavori non sono potuti proprio iniziare.

L’Amministrazione Comunale per cercare di risolvere la questione si è subito adoperata e per cercare di mantenere in vita la struttura ha cercato anche il coinvolgimento dei consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza, per far emendare o modificare la legge regionale, facendo inserire la possibilità di concedere deroghe quantomeno per strutture antiche come la nostra, ma la Regione Puglia è stata irremovibile.

Mi sia consentito pensare che tutto quest’attivismo, tardivo e strumentale,  da parte del cosiddetto “centrosinistra” castellanese, che non sappiamo chi e cosa vuole rappresentare in una comunità come la nostra, andava trasferito sotto i palazzi della Regione Puglia, considerato che la Giunta regionale è formata dai partiti ai quali dicono di appartenere.

Voler accusare l’Amministrazione Comunale di Castellana, che tanto si è adoperata per risolvere la questione, d’inerzia e trascuratezza è solo un modo di fare propaganda politica con iniziative demagogiche, per giunta alle spalle dei deboli e dei bisognosi.

Ricordo a tutti che quest’Amministrazione è l’unica, dopo oltre quarant’anni che sta risolvendo finalmente il problema dell’apertura della Casa di riposo di Pozzo Cucù, nella quale almeno venticinque anziani, indigenti di Castellana troveranno accoglienza. Quindi, un’altra falsità quando qualcuno sostiene che la casa di riposo di Pozzo Cucù avrà una gestione esclusivamente privatistica.

Per quanto riguarda il futuro dell’immobile di via Putignano posso dire che a breve, temporaneamente, vi verranno trasferiti tutti gli uffici dei servizi sociali e così potranno iniziare i lavori per la realizzazione dell’atteso ascensore al Palazzo Comunale.

Cari concittadini, questa scelta difficile e sofferta è stata presa dopo attenta e responsabile analisi e riflessione. Vi posso assicurare che il Sindaco e tutta la mia Amministrazione Comunale staranno sempre, nel rispetto delle leggi e tra mille difficoltà, dalla parte dei più deboli e bisognosi.   

Dalla Residenza Municipale                                                               

 

 Il Sindaco

prof. Francesco Tricase

 

uf.com.