Fanove

11 gennaio

Quella delle fanove è un’antica festa popolare Castellanese. Questa tradizione esiste sin dal 1690-91, anni in cui il paese fu colpito dalla peste. I Falò, colossali pire di legna, ricordano ogni anno il miracoloso intervento della Madonna della Vetrana che liberò i Castellanesi da questa epidemia.

Originariamente le Fanove erano costituite da vestiti,mobili,utensili..si bruciava tutto ciò che poteva essere infettato. In memoria di questo, gruppi di persone, soprattutto uomini,  si riuniscono e “costruiscono” piramidi di legna per tutto il paese, alcune piccole, altre mastodontiche, usando rigorosamente scarti di legna accumulati nel corso degli anni. I Falò vengono accesi la sera dell’ 11 gennaio: i più grandi ardono fino la mattina successiva, in cui la Madonna della Vetrana scende dal Convento dei Francescani in solenne processione.Il corteo costituisce l’aspetto più vistoso del culto di devozione alla Madonna, al quale prendono parte le donne con i ceri, i Sacerdoti, i Francescani, il Parroco della Chiesa Matrice con la Sacra Immagine nel dolce atteggiamento di Madre, accompagnati dalle Autorità, dalla banda musicale e dai cittadini, che partecipano numerosi perché si tratta di una tradizione ancora viva, grazie alla fede e alla devozione. Molto caratteristica è anche la parte gastronomica: gli allestitori delle fanove offrono taralli, bruschette, ceci e fave abbrustoliti, noccioline, vino e altri prodotti tipici.

I Falò non sono esclusivamente un insieme di scarti accatastati, in realtà dietro la realizzazione di ciascuno di essi si nasconde un grande lavoro di squadra. Infatti, costituiscono una delle maggiori attrattive dell’intera festa. Attualmente, esiste una giuria composta dalle autorità civili e di comuni cittadini la quale durante la sera inaugurale effettua una classifica e premia i migliori. Tra i criteri che determinano la vittoria di un falò ci sono la grandezza, la fattezza, la qualità della legna e la composizione interna.

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